Intervista al Dott Fiorillo, gnatologo e ortodontista.
Cosa possiamo dire a proposito del Paradenti che molti cestisti USA indossano durante le partite?
Non è una moda, non serve per farsi fotografare con il mouthguard fra i denti come Steph Curry. È che la frequenza del trauma oro-facciale viene sottovalutata. Una ricerca del 2008, pubblicata su Dental Traumatology e condotta su circa 400 cestisti del BBCC (Brasilian Basketball Confederation Championship) e su atleti della squadra nazionale verde-oro, ha mostrato che il 50% di essi ha subito trauma facciale nel corso degli ultimi due anni, di cui il 69,7% a carico della dentatura (incisivi centrali superiori soprattutto) e il 60,8 dei tessuti molli (in particolare le labbra). La frequenza dei traumi non è associata alla posizione in campo – anche questo è stato valutato – né alla respirazione attraverso la bocca. Di tutti gli atleti che hanno dichiarato l’infortunio, solo l’1% di essi indossava il paradenti durante l’accaduto. Sono dati impressionanti, specie se riferiti ad un paese dove la cultura odontoiatrica è molto alta, di sicuro paragonabile a quella italiana. Non è difficile pensare che anche da noi possa esistere una realtà molto simile.
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Ma non è facile portare il paradenti. Chi ha giocato a basket e lo ha provato sa che è fastidioso.
È vero. Ma, da conoscitore del mondo del basket, si possono fare alcune considerazioni. Intanto gli atleti devono potere respirare facilmente attraverso la bocca; quindi il volume deve essere ridotto e non deve accogliere entrambe le arcate. Se proteggiamo solo i denti superiori, indirettamente proteggiamo anche gli inferiori e le labbra. E poi bisogna poter parlare facilmente per comunicare con i compagni di squadra durante le azioni di gioco. In sostanza idealmente il cestista dovrebbe dimenticarsi di averlo in bocca.
E invece che mi dice del famigerato bite, qualche tempo fa da molti indicato come doping lecito.
Bisogna fare dei distinguo. Ci sono situazioni di cattiva occlusione in cui il bite può simulare la normalizzazione anatomo-funzionale. Altre situazioni in cui l’individuo è perfettamente in equilibrio con il proprio sistema e non ha bisogno del bite. Ci sono degli esercizi atletici che riescono meglio serrando i denti: pensiamo al sollevatore di pesi, se non stringesse i denti, o addirittura non li avesse, non riuscirebbe a tirar su la stessa quantità di chilogrammi. Ma il basket non è il sollevamento pesi, anche se in alcune situazioni stringere i denti aiuta. E se l’occlusione è buona, o se è resa migliore da un bite, tutto riesce meglio.
Spiegati meglio, questo punto è interessante…
Nel basket non si stringono i denti nella gran parte delle azioni di gioco. Ma mi vengono in mente alcune situazioni: nelle palle contese probabilmente il serramento si realizza; ma anche nei movimenti assimilabili allo squat, quindi nella fase iniziale del tiro in sospensione o del salto da fermo a rimbalzo, o ancora nel primo passo in corsa.
In queste situazioni e in presenza di malocclusione, un bite potrebbe aiutare. Anche se è chiaro che non sarebbe terapia causale (a differenza dell’ortodonzia) ma solo sintomatica…
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Si ma se uno porta il bite non può mettere il paradenti…
Vero. Ma si può fare l’uno e l’altro nello stesso dispositivo. Basta usare un elettromiografo per la valutazione occlusale, stabilire la posizione mandibolare più adeguata e realizzare un paradenti superiore con l’impronta accennata dei denti di sotto.
Mi interessa la relazione dei denti con postura…
Complicato parlarne nel breve. Ma siccome mi piace il basket, noto alcune cose. Chi ha una malocclusione con i denti di sopra in avanti rispetto a quelli inferiori, tendenzialmente sta con il capo rivolto in avanti e ill suo campo visivo si riduce perché guarda verso il basso: immagina un play con questo problema che sforzo deve fare per non limitare la sua visione di gioco. Certo c’è chi ci riesce molto bene, probabilmente con un dispendio energetico enorme: penso a una guardia della nazionale maschile molto nota…
Molto interessante. Come concludiamo?
Con una chicca. Sai che camminando per  un miglio mentre si mastica un chewing-gum il dispendio energetico cresce del 101%? Il riferimento è uno studio del 1999 pubblicato sul New England Journal of Medicine… pensa ai giocatori e alle giocatrici che giocano con il chewing-gum in bocca quanto sprecano…

Un pensiero riguardo “Due chiacchiere su paradenti e bite sportivo

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