Nell’ambito della traumatologia, in particolare quella sportiva, il trauma distorsivo del ginocchio con lesione del legamento crociato anteriore, occupa un posto di rilievo. Prevenire un trauma distorsivo è piuttosto complicato, pressoché impossibile quando, l’energia cinetica d’impatto è così forte che neppure muscoli e fasce riescono a gestire e proteggere l’articolazione.

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La continua crescita sportiva e fisica degli atleti, nonché il gesto tecnico effettuato ad alte velocità ed intensità, obbliga le articolazioni a sollecitazioni sempre più importanti. Nel trattare questi casi, noi operatori (fisioterapisti ed osteopati), dobbiamo tentare di mettere in condizioni l’atleta di saper gestire e addirittura “prevenire” il trauma, al fine di riuscire a salvaguardarne la carriera.

Il ginocchio, fisiologicamente, non è un’articolazione molto stabile. Il condilo femorale interno convesso si articola con il piatto tibiale interno concavo, mentre il condilo femorale esterno convesso, si articola con il piatto tibiale esterno anch’esso convesso.

Il sistema capsulolegamentoso principale (L.C.A., L.C.P., L.L.I., L.L.E.), garantisce elasticità e stabilità all’articolazione. Il sistema muscolare anteriore, mediale, posteriore e laterale assicura stabilità e risposta adattativa alla richiesta propriocettiva e motoria. Il plesso lombare (N. femorale, N. otturatorio) ed il plesso sacrale (N. sciatico e suoi rami) assicurano l’innervazione al sistema muscolare e capsulo-legamentoso del ginocchio.

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La ricchezza di propriocettori all’interno della capsula e dei legamenti, fa sì che ci sia un continuo scambio d’informazioni dalla periferia (ginocchio) al centro (cervello) e viceversa.

Bisogna tener presente che il ginocchio è un’articolazione neurologica, dunque dobbiamo domandarci cosa potrebbe accadere se le informazioni e quindi le risposte, risultasseralterate e cosa potrebbe alterare tali informazioni propriocettive del ginocchio.


Alcune semplici nozioni di anatomia possono esserci d’aiuto.

Il midollo spinale termina all’incirca all’altezza della III vertebra lombare, pertanto il plesso lombo-sacrale nasce nel midollo tra la IXX vertebra dorsale e la III vertebra lombare.

Una rigidità dorsale, costale, diaframmatica, può essere l’inizio di una catena lesionale discendente con conseguente alterazione del sistema capsulo-legamentoso del ginocchio.

Dal punto di vista biomeccanico, tale meccanismo può innescare una disfunzione osteopatica discendente che arriva fino all’appoggio del piede, con conseguente controrotazione ascendente dovuto all’appoggio dello stesso al terreno. Ne consegue che il ginocchio subisce informazioni e forze opposte: abbiamo una rotazione discendente, colonna, bacino, ginocchio ed una contro rotazione (tibia) ascendente.

Il ginocchio è dunque il campo di battaglia.

Molteplici possono essere le cause delle disfunzioni discendenti della colonna e su questi ci stiamo soffermando, tenendo conto però, che esse potrebbero essere innescate anche da tensioni durali craniche post traumatiche (traumi cranici, colpo di frusta etc.).

Il muscolo diaframma con le sue inserzioni costali e lombari, aree di attraversamento del sistema venoso e linfatico, ha sicuramente un ruolo di primaria importanza. Tutte le strutture, direttamente o indirettamente, hanno connessione con esso. Il diaframma è un muscolo con correlazioni neurovegetative, un periodo di sovraccarico emozionale, lavorativo, affettivo etc., può creare ipertono (blocco inspiratorio) con conseguente rigidità costale e dorso-lombare. Aspettative sociali e/o sportive, possono creare stress neurovegetativo con conseguente alterazione dell’equilibrio orto/para simpatico che innerva riccamente il sistema fasciale e connettivale.

Un’ulteriore causa di rigidità può essere ricercata nel sistema viscerale, ad esempio, nella fascia viscerale renale che si inserisce tra la XI vertebra dorsale e la II lombare. Pregressi processi infiammatori alle vie urinarie o un sovraccarico renale, causato da una dieta ricca di proteine o al contrario povera di acqua, può innescare questa disfunzione del tratto dorso-lombare. Anche la correlazione anatomica della fascia renale e peritoneo posteriore con il plesso lombare può essere motivo di riduzione di mobilità lombare e irradiazione neuroperiferica.

Anche il sistema mesenterico intestinale può essere inizio e causa di rigidità lombare e del bacino. La sensibilità verso alcuni alimenti, intolleranze alimentari, possono innescare rigidità e compensi durante l’attività fisica.


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L’osteopatia é una forma di assistenza incentrata sulla salute della persona piuttosto che sulla malattia; si avvale di un approccio causale e non sintomatico (spesso infatti la causa del dolore trova la sua locazione lontano dalla zona dolorosa), ricercando le alterazioni funzionali del corpo che portano al manifestarsi di segni e sintomi che possono poi sfociare in dolori di vario genere.

In conclusione, una buona prevenzione non può prescindere dalla valutazione di queste ed altre caratteristiche dell’atleta. Non basta intervenire solo e soltanto con il rinforzo del muscolo quadricipite e la ginnastica propriocettiva, senza inserire il ginocchio all’interno delle condizioni generali dell’atleta/paziente.

Tralasciando la descrizione delle tecniche osteopatiche che saranno a discrezione dell’esperienza del professionista, posso però affermare che esse risultano valide ai fini della prevenzioneAltrettanto valida, durante la mia esperienza professionale, si è rivelata anche la ricerca della multifattorietà dell’intervento. Pertanto, affiancato al lavoro dell’osteopata, si auspica l’azione di altre figure professionali quali, nutrizionisti, psicoterapeuti, gnatologi, mental coach, rimanendo comunque fondamentale, la comprensione di cosa l’atleta/paziente abbia bisogno.

Daniele Procario D.O

Contatta l’osteopata

Un pensiero riguardo “Un nuovo approccio alla prevenzione delle lesioni del Crociato Anteriore (di D.Procario)

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