Il trauma accidentale del distretto oro-facciale é un evento molto frequente nel basket e in particolare in quello giovanile. I denti di un bambino o di un adolescente possono essere interessati perché particolarmente esposti. In questo post elenchiamo cosa può accadere e come il soccorritore (il Coach in particolare) deve intervenire nelle diverse occasioni.


Cominciamo col dire che normalmente all’età in cui si comincia a giocare a Basket, il bambino ha già cambiato gli incisivi e che proprio questi sono i denti permanenti più esposti al trauma. Ciò vuol dire che é molto importante saper intervenire correttamente perché si  tratta di traumi in grado di condizionare tutta la vita estetica e funzione.


Quando si verifica il trauma (caduta accidentale, testata, gomitata), generalmente la forza é diretta dall’esterno verso l’interno e interessa in particolare gli incisivi centrali superiori seguiti dagli incisivi laterali superiori e in egual misura dagli incisivi inferiori. Se l’energia si concentra sul dente, l’evento più frequente é la frattura dello stesso, se l’energia si trasmette attraverso il dente, lo stesso modifica la sua posizione subendo una lussazione. A volte la violenza dell’impatto può determinare addirittura l’avulsione del dente. A ciò di solito si associa la lacerazione (una ferita con linea di taglio netta) del versante interno del labbro superiore o inferiore che può naturalmente essere anche l’unica lesione provocata da un trauma di minor entità.

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Vediamo colme il soccorritore, in assenza del medico sociale, deve comportarsi in caso di trauma alla parte inferiore del volto.

  1. Porre l’atleta in posizione supina con la testa leggermente rialzata rispetto al pavimento e pulire con una garza le labbra cercando di asciugare il sangue presente per poter visualizzare al meglio.
  2. Ispezionare le labbra all’interno per valutare l’entità della ferita e tamponare con decisione. Ciò consente di arrestare il sanguinamento avendo la possibilità di osservare i denti anteriori e la lingua. Utilizzare se possibile guanti monouso e aiutarsi con garze o abbassalingua in legno.
  3. Ispezionare la lingua chiedendo all’atleta di esporla fuori dalla bocca muovendola a destra, a sinistra e poi verso l’alto. Ciò consente di accertarsi che non ci siano ferite. In caso di ferita, far tirar fuori la lingua e tamponare con una garza o con dell’ovatta per almeno 5 minuti.
  4. Ispezionare gli incisivi controllando la presenza di fratture; se si verifica una frattura generalmente il moncone si stacca e non rimane attaccato al resto del dente: la frattura appare netta e il bordo dell’incisivo tagliente. Se non ci sono fratture, controllare la posizione del dente: se subisce lussazione, lo si vedrà spostato verso l’interno e verso l’alto (gli incisivi superiori). Di solito gli incisivi inferiori non subiscono lussazioni perché contenuti in osso meno tenero. In caso di lussazione, i denti presentano mobilità e, se sottoposti a pressione e trazione, modificano la loro posizione: effettuare questa manovra con l’indice ponendo il polpastrello sopra o sotto il margine incisale.
  5. In caso di Frattura. Recuperare il frammento perchè lo stesso potrebbe essere reincollato dal dentista. Il frammento potrebbe trovarsi ancora in bocca (chiedere: “Senti qualcosa in bocca?”) oppure nelle immediate vicinanze. Il frammento recuperato va lavato accuratamente e conservato in ambiente umido (acqua, soluzione fisiologica, la saliva stessa dell’atleta) evitando l’acqua ossigenata, la candeggina, l’alcol. Rivolgersi al dentista in urgenza, perché se la frattura determina l’esposizione del nervo, il dente va rapidamente sottoposto a terapia endodontica. Ben sapendo però che se la frattura interessa in modo profondo la radice, il dente dovrà essere estratto.
  6. In caso di Lussazione. Ovvero se il dente appare mobile dopo la manovra di pressione-trazione effettuata con l’indice, o se mostra una posizione francamente disallineata (verso l’interno e/o verso l’alto), riposizionarlo con decisione e forza nella posizione più normale, ovvero in linea con i denti adiacenti. Controllare che a bocca chiusa (denti posteriori in contatto fra loro) gli incisivi superiori non si tocchino in modo importante con gli inferiori. Far stringere fra i denti anteriori una garzina arrotolata per almeno 15 minuti. In questa situazione, portare l’atleta il più rapidamente possibile dal dentista che immobilizzerà il dente attraverso lo splintaggio e ne valuterà nel tempo la vitalità.
  7. In caso di Avulsione. È l’evento più grave, ma non per questo il soccorritore deve perdersi d’animo. Anzi, serve prontezza e atteggiamento risoluto perché non si ha molto tempo a disposizione. Avulsione significa che il dente a seguito del trauma é stato sospinto fuori dall’alveolo ed estratto, in altre parole si verifica una lussazione estrema: il dente modifica la sua posizione fino a essere portato via. Di solito il trauma riguarda uno dei due incisivi centrali superiori, i denti più estetici in assoluto, quelli che governano il sociale, i primi ad essere cambiati e conseguentemente già permanenti anche in un giovane atleta. Come comportarsi: a) ricoverare subito l’atleta in infermeria o nello spogliatoio; b) recuperare il dente, afferrarlo tra indice e pollice prendendolo dalla corona ed evitando accuratamente di toccare la radice; c) sciacquare abbondantemente sotto un getto d’acqua non violento il dente; far sciacquare la bocca all’atleta senza preoccuparsi del sanguinamento; fargli assumere una posizione supina e tamponare con garza il sito; reintrodurre delicatamente con movimenti di lieve rotazione in va-e-vieni esercitando una lieve pressione sino a fargli raggiungere una posizione il più possibile corrispondente a quella dell’incisivo centrale adiacente; porre una garza o della ovatta compatta tra i denti e far chiudere la bocca. Il tutto va realizzato rapidamente perché non bisogna dare tempo al coagulo di organizzarsi nell’alveolo svuotato del dente. A questo punto ricorrere alle cure dell’odontoiatra con la massima urgenza: egli solidarizzerà l’incisivo ai denti vicini attraverso una sorta di ingessatura (splintaggio) che manterrà per almeno tre settimane e poi farà una cura canalare. Se ci fosse un odontoiatra nelle vicinanze, è opportuno portare l’atleta in urgenza a far reinserire il dente, avendolo conservato in un contenitore pieno di soluzione fisiologica, saliva del paziente, latte o acqua nell’ordine e dopo averlo trattato come spiegato sopra. È molto importante riuscire a svolgere tutto questo con coraggio e risolutezza, perché ne va del futuro dell’atleta: la vita senza un dente anteriore non é più la vita precedente è quella che poteva essere…

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Il Coach, il suo assistente, gli accompagnatori, ciascuno degli operatori del settore può trovarsi nelle condizioni di dover prestare il proprio aiuto. Saperne di più ed essere in grado di mettere in atto importanti procedure di primo soccorso é estremamente importante per la vita e il futuro dei giovani atleti. Ben sapendo che il trauma dentale é un evento estremamente frequente nel basket, essendo esso sport di contatto e caratterizzandosi tuttora per un ridotto utilizzo del paradenti.

Dott. Gianluigi Fiorillo

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Bibliografia

https://it.dental-tribune.com/clinical/traumatologia-dentale-in-eta-pediatrica/

http://www.odontoiatria33.it/approfondimenti/16649/traumi-dentali-pubblicata-la-revisione-delle-linee-guida-ministeriali.html

 

 

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